Romanzo di giugno, scegliamo fra Hamsun e Isherwood
Sfida fra «Fame» dello scrittore norvegese e «Il signor Norris se ne va» dell'autore inglese. Si vota fino al 18 maggio. Discussioni il 24/6 alla Sormani e il 25/6 su Zoom. Partecipazione libera
Buona giornata a voi,
Il gruppo di lettura Grandi libri sceglie il romanzo di giugno (discussioni il 24/6 alla Sormani- e 25/6 su Zoom).
Abbiamo solo un mese per leggerlo, dopo le discussioni di Metà di un sole giallo (19 e 20 maggio), quindi scegliamo fra due brevi grandi romanzi:
Knut Hamsun, Fame, 1890 (208 pp.)
vs
Christopher Isherwood, Il signor Norris se ne va, 1935 (248 pp.)
Per votare potete andare su questa pagina:
. https://forms.gle/TJ2VDhaRQtb8Lwwx8
- si vota fino al 18 maggio.
Questa la quarta di copertina di Fame dell’edizione Marsilio (la più recente, ma si trova anche in edizione Mondadori e Adelphi):
Lui è un giovane aspirante scrittore che vaga per una città nordeuropea alla ricerca di un espediente per procurarsi il prossimo pasto e dell’ispirazione per scrivere qualche pagina. Sempre a un passo dalla rovina, preda di una febbrile inquietudine e combattuto tra gli assilli materiali e la difesa della propria dignità, si scontra con una società che pare organizzata apposta per escluderlo e umiliarlo.
Lei è Kristiania (oggi Oslo), l’altrettanto giovane capitale norvegese, topografia e spazio fisico che risuona nel corpo emaciato e nella mente irrequieta, accoglie o più spesso respinge. Sono loro – insieme al linguaggio modernissimo e sperimentale, in grado di tradurre ogni segno e invenzione della vita psichica – i coprotagonisti di questo romanzo che procede per cerchi concentrici intorno a un vuoto di azione e di senso, tra un inizio e un finale apparentemente casuali e che alla sua comparsa, nel 1890, segnò una rottura con la tradizione naturalistica e borghese e s’impose come uno dei primi capolavori della letteratura modernista.
Questa invece la quarta di copertina di Il signor Norris se ne va, di Adelphi (si trova anche una traduzione Einaudi, Mr Norris se ne va):
Parrucchino, passaporto falso, talento da affabulatore: Arthur Norris colpisce immediatamente l’alter ego di Christopher Isherwood, il giovane William Bradshaw, che lo incontra nello scompartimento di un treno diretto in Germania. Col tempo Norris si rivelerà un avventuriero incline al misfatto e allo sperpero, un simpatizzante comunista che folleggia disinvolto nel basso ventre della Berlino dei primi anni Trenta, persuaso che il suo mantenimento sia «un privilegio dei più ricchi, ma meno intellettualmente dotati, membri della comunità», e che la vita sarebbe «ben triste se ogni tanto non ci concedessimo qualche ricompensa». In pratica l’amico perfetto per William, approdato a Berlino per vivere una vacanza prolungata, lontana dalle costrizioni della famiglia e della madrepatria, con l’ausilio di qualche lezione privata di inglese. Finché, nell’inverno del 1933, il gioco inizierà a farsi troppo serio, la commedia cederà il passo alla spy story, e bisbigli e paura, arresti e sparizioni cominceranno ad accompagnarsi a un improvviso, diffuso orgoglio di «essere biondi».
Nelle prossime settimane manderò le credenziali per partecipare alla discussione su Zoom il 25 giugno. Per partecipare alla discussione alla Biblioteca Sormani, basta venire in biblioteca: per entrambi gli incontri l’appuntamento è alle 20:45.
Nelle prossime settimane organizzeremo anche la scelta del libro per l’estate, discussione a fine settembre, che anche quest’anno potrà essere piuttosto lungo, visto che avremo tre mesi per leggerlo.
Abbracci :)


